3a domenica di Avvento

15.12.2019

Come Messia Gesù di Nazareth era molto diverso da quello che si poteva ( voleva ) immaginare; ciò che più frequentemente si diceva di Cristo era di essere un mangione e un beone, che mangiava con i peccatori, si invitava a cena da essi e veniva chiamato amico dei peccatori. E non solo. Invece di porre la scure alla radice lui decide di prendersi ancora un anno per zappare intorno e concimare con pazienza e misericordia.
L’immaginario sul Messia può essere un grande inganno, frutto dell’immaginazione solo umana, di come l'uomo vorrebbe essere salvato.
Cristo non è il Messia secondo i desideri della nostra carne.
Quale salvatore attendiamo a Natale ?


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“La preghiera è l’elevazione dell’anima a Dio o la domanda a Dio di beni convenienti”. Da dove noi partiamo pregando? Dall’altezza del nostro orgoglio e dalla nostra volontà o “dal profondo “ (Sal 130,1) di un cuore umile e contrito ? E’ colui che si umilia ad essere esaltato. L’umiltà è il fondamento della preghiera. “Nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare (Rm 8,26). L’umiltà è la disposizione neccessaria per ricevere gratuitamente il dono della preghiera: “L’uomo è un mendicante di Dio”.
Catechismo CC. 2559.


Il lavoro umano proviene immediatamente da persone create ad immagine di Dio e chiamate a prolungare, le une con e per le altre, l’opera della creazione sottometendo la terra. Il lavoro quindi, è un dovere: “Chi non vuol lavorare neppure mangi” (2 Ts 3,10).
Catechismo CC 2427.


Nel lavoro la persona esercita e attualizza una parte delle capacità iscritte nella sua natura. Il valore primario del lavoro riguarda l’uomo stesso, che ne è l’autore e il destinatario. Il lavoro è per l’uomo e non l’uomo per il lavoro. Ciascuno deve poter trarre dal lavoro i mezzi di sostentamento per la propria vita e per quella dei suoi famigliari, e servire la comunità umana.
Catechismo CC 2428.